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Itinerari turistici

Il viaggio rievoca antiche leggende, suggestivi paesaggi e storie senza tempo.
L’uomo infatti da secoli cerca nuove forme di comunicazione, vie di sviluppo e rapporti con tutto ciò che lo circonda riuscendo a trasformare il suo grande ed infinito girovagare in nuove esperienze.

Attraverso terre e mondi sempre più lontani ha fatto propri suoni e colori delle civiltà addolcendosi con altre conoscenze e forme di vita.
E la strada si è fatta moderna proprio grazie alla voglia di sapere che ha spinto l’uomo a trovare qualcosa al di là delle montagne.

Ed ancora oggi, attraverso il vetro di un motore in movimento c’è ancora qualcuno che scruta l’orizzonte sognando nel rosso del tramonto una nuova frontiera di conquista.”

Sestri Levante e dintorni

Una fetta di mare circondata dalle montagne ed un grappolo di paesini colorati che si arrampicano su verdi pendii. Una cornice suggestiva accompagna il viaggio nella Liguria di Levante, il primo tratto della Regione interessato dal tragitto della nostra società. E si parte da Sestri Levante, una cittadina nata e vissuta sul mare, grazie alla capacità della sua gente di sfruttare al meglio le risorse del grande fratello blù. Storie di pesca, barche e tempeste, amore e odio verso l’immensa risorsa sulla quale si è sviluppato un centro attualmente tra i più visitati dai turisti di tutta Europa. Sestri Levante è divisa in due parti: la vecchia e nuova città.
Sestri Levante ha conservato con cura gli aspetti storici, alcuni dei quali recuperati e restaurati nell’aspetto originale dopo i bombardamenti del 1944.

Il passaggio successivo conduce a Riva Trigoso, un tempo piccolo paese di pescatori ed oggi sede di un importante cantiere navale. Un aspetto comune che unisce il viaggio è il paesaggio: una costante azzurra che sparisce all’improvviso nascosta dal verde, per riapparire maestosa tra rocciose scogliere. Questa è la Liguria, dal fascino speciale, incontaminato, con la natura che si specchia a picco nelle onde in un suggestivo abbraccio colorato.
Ed è così che, allontanandosi per un attimo dal mare, si sale attraverso il bosco sino a Casarza Ligure: un clima differente, un aspetto paesaggistico che si differenzia dalla costa facendo respirare aria nuova, della montagna che sta per nascere.
Riprendendo il cammino costiero troviamo poi Moneglia quindi Deiva Marina che può fregiarsi della bandiera blù per la bellezza dei suoi fondali. Campeggi, mare e turismo in una località nata dalla fusione di due piccoli agglomerati.
Ed ancora verso le colline si arriva a Maissana ed al Passo delle Cento Croci. Addentrandoci nella Provincia della Spezia, un passo breve ed ecco Framura quindi Bonassola e Lèvanto.

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L’Alta Val di Vara

Siamo nella provincia spezzina con il nostro viaggio che si addentra in una terra verde che ha conservato perfettamente il proprio antico paesaggio. Si esce ai caselli di Carròdano per chi arriva da Nord oppure Brugnato provenendo da Sud. La natura domina il paesaggio rendendo immediatamente l’idea di quanto rispetto ed attenzione sia stata rivolta al mantenimento della flora.
Castagni, faggi, cerri distesi in boschi foltissimi rendono quasi selvaggio l’approccio con il luogo anche se, proseguendo verso l’interno, la mano dell’uomo ha provveduto ad addolcirlo.
Troviamo infatti ampi spazi coltivati, distese di frutteti e vigneti.
Una valle ricca di storia, che si perde nei secoli ma di cui ancora se ne ritrovano tracce profonde.
Resti di civiltà arcaiche, popolazioni oscure e lontane hanno firmato il loro transito.

E l’architettura, i borghi e le antiche costruzioni sono la conferma del valore storico della zona.
Carròdano è divisa in due nuclei: il più antico è rappresentato da Carròdano Superiore. Luogo di leggende, come quella che vuole l’apparizione della Madonna al santuario di Roverano.
I paesi si susseguono in rapida successione, tante storie li accompagnano, diverse realtà e culture ne hanno segnato lo sviluppo. Sede di attività economiche e centro agricolo un tempo conosciuto per l’industria produttrice delle pipe è Sesta Godàno. E poi Rio, Groppo e Montale. Paesino quest’ultimo caro a Mario Soldati che ne esaltò il costume, la freschezza dell’ambiente ed il buon vino, prodotto in diverse qualità.
L’altra uscita autostradale è Brugnato. Storia antica confermata dalla presenza di necropoli del VI secolo a.c. Meritevoli di una visita gli altri paesi dell’interno, da Zignago, Sùvero, Calice al Cornoviglio sino ad arrivare a Follo.

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Le Cinque Terre

Il fascino della collina che si sporge sul mare, una stupenda coreografia disegnata da un romantico pittore che ha tracciato un quadro di rara intensità emotiva. Una perla unica, vanto della provincia spezzina, meta da sempre di turismo internazionale.
Case e sentieri sospese tra cielo e terra, spettacolo naturale unico rimasto incontaminato e fedele alla tradizione marinara.

Il viaggio attraverso le splendide località delle Cinque Terre inizia con l’uscita autostradale di Brugnato. Quindi superando Borghetto Vara, Pignone si arriva a Monterosso, primo dei cinque piccoli borghi. La particolare conformità del territorio, ricavato dalla roccia, rende ancor più suggestivo l’arrivo. Accoglie il turista la statua del Gigante, un Nettuno appoggiato alla scogliera quasi a custodire il mare.

E poi Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore.
Queste ultime località sono unite dalla famosa Via dell’Amore: il sentiero che corre sul mare è l’immagine più romantica e significativa di un affresco naturale di estremo fascino.

E per gli amanti del buon vino una specialità unica: lo sciacchetrà ricavato dai fitti vigneti che caratterizzano le zone. Prodotto in quantità limitata è un “bianco” da veri intenditori.

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La Spezia e il suo golfo

Capoluogo della provincia, La Spezia, è un centro economico in movimento che ha trovato il completo sviluppo soltanto nel recente passato. Ancora forti le tracce del Medioevo con l’imponente castello di San Giorgio che ancor oggi, ristrutturato ed aperto al pubblico, domina la città. Ed ancora la chiesa di Santa Maria Assunta, un tempo cattedrale.

La vicinanza della Repubblica di Genova bloccò lo sviluppo della Spezia assicurandosene il controllo ed evitando di rafforzarne il porto per impedirne il potenziamento. Lo sviluppo cittadino ha una base certa: la realizzazione nel primo Ottocento dell’Arsenale militare affidata da Cavour a Domenico Chiodo. Attorno alla struttura militare è cresciuta la città, gli istituti principali, l’ospedale militare, la stazione e le attività industriali che ancor oggi sono una preziosa fonte economica ed occupazionale. La Termomeccanica Italiana e Oto Melara e naturalmente il porto tra i più attivi ed importanti del Mediterraneo. Dall’uscita della Spezia sono raggiungibili altre imperdibili e tipiche località turistiche.

Prima tappa Le Grazie quindi Portovenere. Poeti ne hanno cantato la bellezza e ancora oggi la località conserva un grandissimo fascino e richiamo. Imponente la chiesa di San Pietro, costruita su un promontorio che domina il borgo e si affaccia sulle Cinque Terre.
Ad un passo dal porticciolo le tre isolette, raggiungibili via mare: Palmaria, Tino e Tinetto.

Uscendo dalla città si incontra la zona industriale del Muggiano, sede di grandi cantieri navali per raggiungere altri due centri marinari molto conosciuti e di notevole importanza turistica. Innanzittutto San Terenzo. Vi soggiornarono moltissimi intellettuali e poeti, affascinati dalla quiete del panorama.

Dal castello medievale si scorge la perla del Golfo: Lerici.
Un breve tratto di strada e si arriva all’incantevole cittadina. Mare e turismo rappresentano la principale ed inesauribile attività commerciale di una località che emana bellezza. Così come i paesini raggiungibili in pochissimo tempo: Fiascherino e Tellaro.

Una caratteristica tipica della Liguria è l’ unione di mare e collina, una combinazione che accompagna tutta la parte di Levante. E così dalle acque del Golfo dei Poeti si sale sino a quota 356 metri raggiungendo Montemarcello nel Comune di Ameglia. Di recente creazione l’ Orto Botanico, ideato e realizzato dall’Ente Parco. Una distesa verde che raccoglie tutti i tipi di vegetazione che caratterizzano la flora locale.

Una macchia verde che domina il territorio, guardando l’azzurro del mare, sfiorando il bianco delle cave di marmo di Carrara.

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La Lunigiana

La Lunigiana corrisponde geograficamente al bacino del fiume Magra, ma per la sua cultura, per la sua civiltà, per la sua storia ha esteso la sua influenza ben oltre gli angusti limiti del territorio che dal passo della Cisa raggiunge il mare in corrispondenza della piana di Luni, alle porte di Carrara.

Per visitarla si possono scegliere due itinerari. Il primo parte da Sarzana, percorre la statale della Cisa fino a S. Stefano Magra, Caprigliola ed Aulla da dove è possibile una deviazione fino a Comano e il passo del Lagastrello, dopo aver attraversato Monti, Licciana Nardi e Bastia.

Tornati sulla statale della Cisa si proseguirà in direzione nord, verso Villafranca, Filattiera e Pontremoli, con possibili deviazioni verso Bagnone e Malgrate o, sull’altro lato della valle, verso Mulazzo e Montereggio.

Il secondo itinerario consigliato ha inizio dall’uscita di Carrara della A12; si prosegue verso la vicina Luni e da qui, in direzione di Fosdinovo, per raggiungere poi Equi Terme, Codiponte e Fivizzano.
Dalla fertile pianura notevolmente urbanizzata, si passa, a mano a mano che ci si addentra nella Lunigiana profonda, in un ambiente probabilmente immutato da secoli, dove i radi insediamenti umani sono costituiti da piccoli paesi e da isolate case di campagna circondati da boschi di castagni, faggi e lecci e da pascoli per l’allevamento dei bovini e delle pecore.

Numerosi i castelli, alcuni aperti al pubblico, altri abitazioni private, altri, purtroppo, in cattivo stato di conservazione. Numerose altre significative testimonianze del passato come i borghi murati, ad esempio Filetto (provinciale Villafranca – Bagnone), le pievi romaniche (Codiponte e Sorano di Filattiera) e le famose Statue Stele che si possono ammirare nel museo di Pontremoli.


LUNI

Le sue origini non sono certe. Non si sa se fu dominio etrusco o se venne fondata dai romani. Di Roma fu colonia dal 177 a.C., e per tutto il periodo imperiale fiorì per il commercio dei marmi, così come di marmo bianchissimo erano fatte le sue mura e le sue case.
“Lunae portum, est operae, cognoscite, cives!” (O cittadini, visitate il porto di Luni, che ne vale la pena!), scriveva Persio nella sua VI Satira. Ma a partire dal V secolo la città, cominciò a decadere, a causa dell’interramento del porto e della trasformazione del suo territorio in palude malarica.
Devastata dai longobardi prima e poi dai normanni (che secondo una leggenda la videro così bella da scambiarla per Roma e se ne impadronirono col tradimento), tormentata dalle incursioni dei saraceni, resse la sede vescovile fino al 1204, quando ogni potere venne trasferito a Sarzana, e ciò che restava dei palazzi marmorei finì spogliato e inghiottito dalle paludi.
Oggi di Luni emergono solo i resti dell’anfiteatro (I secolo a.C.), di qualche tratto di mura e dell’antica cattedrale di S. Maria. I reperti rinvenuti sul posto sono conservati nel Museo archeologico nazionale, costruito sul luogo stesso dei ritrovamenti.


SARZANA
Il più importante centro economico della Val di Magra è la città di Sarzana.
Storia, arte e cultura ne fanno uno dei più importanti punti di riferimento dell’intera Liguria.
Origini antiche, tanto da farne risalire la nascita sulle ceneri di Luni. Del suo passato conserva tracce forti: il centro storico e le fortificazioni che ne facevano rocca impenetrabile, all’interno della quale un’intensa vita commerciale e di scambio delineava i caratteri della cittadina.
Una città a misura d’uomo che nel tempo si è sviluppata raggiungendo capacità imprenditoriali, turistiche ed economiche di primo grado che hanno ben presto contribuito a rendere Sarzana un polo importante in continua evoluzione. Legata e fedele alla tradizione che ancor oggi si manifesta nelle sue splendide vie del centro ed edifici di ogni secolo: dalla cattedrale di Santa Maria, alla chiesa di Sant’Andrea, il più antico monumento sarzanese, dalla Fortezza di Sarzanello alla Cittadella sviluppandone una identità ben precisa e contribuendone alla crescita.
Ad un passo dal mare, con il litorale di Marinella da sempre centro di ritrovo turistico, e l’antica tenuta che rimanda ad atmosfere in bianco e nero con le sue coltivazioni e la produzione di latte. Uno snodo importante: l’uscita di Sarzana infatti consente di raggiungere in brevissimo tempo non solo le vicine località marine ma anche le vette delle Apuane e dell’Appennino che ne caratterizzano l’orizzonte. Da visitare il teatro Degli Impavidi, piccolo gioiello del 1809.
Ultimo centro della provincia spezzina è Ortonovo che conserva le rovine di una delle più belle città del mondo antico: Luni.

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Le Apuane

Catena di creste montuose che si stagliano nitide e imponenti sul resto dell’Appennino, le Alpi Apuane costituiscono un forte richiamo per chi transita sulla A12.

Questo paesaggio con i suoi luoghi qua e là ancora intatti e le cave che ne scolpiscono i pendii, ha almeno duemila anni. È, infatti, dal II secolo A.C. che viene praticata l’estrazione del marmo; in epoca romana era lavoro per schiavi e per rei condannati per gravi delitti.

L’attività subisce un rallentamento durante l’alto Medio Evo per poi riprendere di gran lena dopo l’anno Mille. Nella prima metà del XVI secolo Michelangelo verrà più volte a Carrara per scegliere la pietra per i suoi capolavori.

Sono ormai secoli che il marmo di Carrara si è affermato come pregiata pietra da costruzione sia per le sue varietà di bianco, sia per le varietà colorate (bardiglio, paonazzo, fior di pesco, cipollino, arabescato, ecc.)

Per una visita alle Apuane, dall’uscita di Carrara ci si dirige verso Campocecina da dove si potrà avere un’ampia veduta sulle sottostanti cave e seguire le fasi di trasporto del marmo a valle. Prima di ridiscendere verso Carrara non dimentichiamo di fare una puntatina a Colonnata, patria del famoso lardo. Altre mete interessanti della nostra escursione verso le cave sono le zone di Fantiscritti, Pian della Fioba e Isolasanta, tutte nel territorio del comune di Massa.


Carrara
La capitale mondiale del marmo. La sua storia, la grande espansione è legata alla tradizione, alla fatica e al sacrificio di una popolazione che ha saputo sfruttare con estrema volontà una risorsa unica.
Uno spettacolo naturale, un mare bianco accompagna i visitatori delle famose cave che sovrastano Carrara.
Il centro cittadino è un moderno nucleo edilizio che trae vita dal monumento rappresentato dalle grandi cave, attorno alle quali ruota l’attività economica della zona. Un esempio dell’architettura carrarese è rappresentato dal teatro degli Animosi e dall’Accademia delle Belle Arti che ha sede nell’antica residenza dei Cybo-Malaspina.
Dei piccoli paesi aggrappati sui contrafforti delle Alpi Apuane, ricordiamo Colonnata, famosa per il suo lardo e Campocecina da dove lo sguardo spazia fino al mare.
Marina di Carrara ha ampie spiagge e stabilimenti balneari che anticipano la Versilia e soprattutto il suo porto, il più importante d’Italia per l’industria lapidea.
E per rendere idea della tradizione e cultura del marmo basti ricordare che da oltre vent’anni si danno appuntamento a Marina di Carrara imprenditori e società provenienti da tutto il Mondo per le contrattazioni della Fiera Internazionale Marmi e Macchine.

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Massa
Riunita amministrativamente con Carrara la città di Massa ne resta fortemente divisa per storia e vocazione. Tracce antiche caratterizzano il sorgere del centro, che ha nel castello Malaspina un’immagine immersa nell’XI secolo. La tradizione architettonica trova continuazione nella struttura moderna del centro anche se le frazioni collinari conservano ancora un sapore antico.
Da visitare la stazione termale di San Carlo, Antona, Pian della Fioba ed il gruppo di case raggruppate attorno ad un lago artificiale ad Isolasanta. In una cornice dominata dal bianco candido del marmo delle Apuane i paesi conservano la propria identità, il culto per le tradizioni che hanno scandito il ritmo del tempo.
Dalla città di Massa si passa rapidamente al mare della turistica e rinnomata Marina di Massa. Centro urbano di recente formazione, dominata dalla torre della colonia Fiat, gemella di quella realizzata al Sestriere. Sino ai Ronchi, ultimo tratto che poi apre alla Versilia, la spiaggia è la vera protagonista della scena. E dalla Provincia di Massa Carrara si passa alla zona vacanziera per eccellenza: la Versilia.

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La Versilia

La terra del divertimento, del mito degli anni Sessanta, dell’estate infinita e di tutto ciò che ruota attorno alle vacanze e divertimento.
Il sole, lo splendido mare ed il pazzo Carnevale tra i più famosi nel mondo.

E pensare che la tradizione segna l’inizio della storia versiliese con un illustre funerale. Quello del poeta Percy B. Shelley annegato a seguito del naufragio del suo battello. Sulla spiaggia le sue spoglie furono cremate e da allora, secondo la leggenda, la presenza del poeta aleggia lungo il litorale tra il Cinquale ed il lago di Massaciuccoli.

Terra da sempre amata da intellettuali ed artisti è cresciuta con l’impronta precisa di elite.
E da Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Camaiore e Viareggio il turismo è tappa obbligata, in ogni stagione.
Dall’uscita autostradale il primo incontro è con Forte dei Marmi: centro elegante, costellato ed impreziosito di ville, ritrovo e meta di appassionati della vita notturna con locali sempre alla moda.
E, per conservare la tradizione con la cultura, ogni anno la sagacia toscana si manifesta con il premio Satira Politica.

Dopo Seravezza, centro di produzione lapidea, si raggiunge Pietrasanta sorta come caposaldo militare e poi legata al marmo.
Una visita a Valdicastello Carducci, casa natale del poeta, quindi da Marina di Pietrasanta si apre la via del ritmo delle notte. Dalla Capannina a Le Focette fino a Lido di Camaiore si susseguono i mitici locali degli anni ’50 e ’60 frequentati dai giovani di allora che hanno idealmente passato il testimone alle generazioni future. La poesia e la musica nella vicina Torre del Lago: la villa Puccini ancor oggi richiama gli appassionati delle opere del grande maestro.

Un tuffo di storia a Camaiore prima di addentrarsi nel vero tempio del divertimento: Viareggio. Terra del Carnevale che affascina il mondo e del Premio di letteratura, salotto buono della Versilia elegante. E naturalmente spiaggia ed esclusivi stabilimenti che si susseguono in una girandola di colori. Un’escursione sul lago di Massaciucoli attraverso la vegetazione tipicamente palustre su camminamenti in legno conduce ad un osservatorio ornitologico.

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VIAREGGIO
Elegante e raffinata Viareggio è località della costa versiliese tra le più conosciute e meta di turismo mondiale. Il centro del divertimento, patria del Carnevale e della raffinatezza notturna con i suoi locali all’avanguardia e di gran classe.

Le luci della notte lasciano spazio ad un paesaggio vivace e colorato in estate, agli splendidi tramonti e tranquillità nel periodo invernale. E comunque Viareggio non è mai lontana dai riflettori potendo offrire, in qualsiasi stagione dell’anno, diversi motivi di attrazione turistica.

Le tradizioni storiche sono limitate nel tempo: il suo nome deriva dalla torre di Via Regìa che i lucchesi eressero intorno al XV secolo quando il porto, una volta sistemata e resa funzionale la foce del Burlamacca iniziò ad animarsi ed avviare i primi scambi economici. Ma soltanto secoli dopo ebbe inizio la vera e propria crescita industriale basata soprattutto sui cantieri navali.

Il mare, il grande alleato dei viareggini, fu trampolino di lancio per la realizzazione di imbarcazioni utilizzate dai pescatori. Lo sviluppo, la crescita ha cambiato orizzonti e filosofia imprenditoriale ed ora negli stessi cantieri vengono disegnate e realizzate barche e panfili di grandissimo valore.

Ma il turismo resta comunque il biglietto da visita della città: basti pensare che agli inizi del 1900 le cabine arrivavano già a 3000 unità per comprendere l’escalation senza freni di una delle località marine di maggior elite in Italia. Una fusione tra il verde delle colline e pinete e l’azzurro del mare rendono il paesaggio unico, così come il Carnevale. Una lunga sfilata di carri accende la passione di una città che si prepara all’avvenimento per un intero anno: costume, attualità, politica sono gli argomenti che scatenano la fantasia di veri professionisti dell’allegria. Il Carnevale è nato nel 1873 ed ha raggiunto un palcoscenico mondiale al pari dell’omonima festa di Rio.

Altro punto fermo della tradizione viareggina è il Premio di Letteratura fondato nel 1929 da Leonida Repaci e che ancor oggi segue l’evolversi della nostra letteratura. L’architettura non presenta particolari caratteristiche, resa omogenea dallo stile liberty di forme morbide disegnate dall’architetto Belluomini e le ceramiche di Galileo e Chino Chini. Da visitare torre Matilde e piazza Shelley ove sorge il busto del poeta.

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Lucca e dintorni

Lasciandoci alle spalle la Versilia si arriva a Lucca, uscendo allo svincolo di Viareggio ed imboccando la A11 che rientra nello stesso sistema autostradale.

La città delle Mura, carta d’identità, segno inconfondibile della storia dello splendido centro. Baluardi forti che l’hanno difeso nei secoli da qualsiasi assedio ed ancor oggi rappresentano l’incantevole coreografia e richiamo turistico. Un anello che protegge il cuore storico della città rappresentato dal Duomo.

Arte medievale e rinascimentale sono conservate nelle linee originarie, intatte ed affascinanti.
Nella società lucchese la villa ha sempre costituito un punto stabile, caratteristica essenza del sistema ambientale. Villa Buonvisi o Bottini, immersa nel verde di un ampio giardino oppure villa Santini oggi Torrigiani sono ottimo esempio di strutture rinascimentali. Ed ancora villa Reale e Cenami che sorgono nei paraggi.

Parchi verdi che contribuiscono a rendere ancor più suggestivo il gioco ornamentale e l’aspetto elegante della città.

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Pisa e dintorni

La Repubblica Marinara di Pisa, sede dell’Università tra le più famose e prestigiose del mondo, è culla di arte, storia e letteratura. Ed ha un simbolo, altrettanto conosciuto ed inconfondibile: la Torre pendente.

Un cilindro di 293 gradini progettato nel 1173 per abbellire la piazza affiancando il Battistero e Cattedrale nel Campo dei Miracoli. A metà dei lavori il primo cedimento dovuto all’abbassamento della falda freatica e da qui l’inclinazione che l’ha resa simbolo, storia e curiosità, meta di uno straordinario pellegrinaggio turistico.

Una città che già nel 1400 ha iniziato uno sviluppo economico importante, da renderla tra le più avanzate e potenti in Italia.
Si respira arte con autentici tesori ancora conservati, dagli illustri dipinti, all’arte scultorea di altissima qualità che modellano ed ornano gli spazi.

Musei, chiese e palazzi dominano il centro storico seguendo passo dopo passo la visita di una delle più invidiate ed ammirate città europee, attraversata dall’Arno.

Il litorale pisano è tutto un parco naturale, una macchia verde che inizia uscendo a Pisa Nord con la Macchia di Migliarino.
Più a sud si trova la tenuta di San Rossore, appartenente alla Regione Toscana. Ed ancora la Certosa di Pisa a Calci e le terme di San Giuliano prima di rientrare sulla costa a Marina di Pisa e nella pineta di Tirrenia e chiudere con un tuffo nel fascino del Medio Evo con una gita a Cascina.

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SAN ROSSORE

La tenuta di San Rossore ha una storia antica: in origine fu foresta imperiale poi divenne proprietà dei Medici e passò in seguito ai Savoia.
Oggi appartiene alla Regione Toscana, ed è aperta per larghi tratti al pubblico.
Si tratta di circa 3.000 ettari di terreno boschivo, uno degli ultimi lembi intatti di foresta litoranea nel nostro paese, che attualmente fa parte del Parco di Migliarino-San Rossore istituito dalla Regione Toscana nel 1979 e ancora al centro di tormentate vicende. La costituzione del Parco ha contribuito alla protezione di un litorale fortemente caratterizzato dalla presenza turistica e da un intenso processo di urbanizzazione.
Grazie a questo intervento, la zona ha conservato in buona parte il suo aspetto primitivo e costituisce oggi un esempio di equilibrio ecologico che un tempo era tipico di tutta la fascia costiera toscana.
Al suo interno è presente una cospicua fauna (cinghiali, daini, caprioli, uccelli migratori), comprendente anche alcuni esemplari di dromedari, acclimatati qui da diversi decenni. Lungo i viali della tenuta si possono raggiungere il Castello della Sterpaia e il villino del Gombo, quasi sul mare; ma l’interesse principale dei luoghi è naturalistico.

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Livorno e dintorni

La città dei Quattro Mori ha una storia recente tanto da configurarla tra le più giovani d’Italia.
Ma ha uno spirito vivace, cosmopolita che risente di accenti, influenze e innesti di culture e civiltà straniere. Sono proprio le tante e diverse situazioni vissute ad aver accelerato lo sviluppo di Livorno, proiettando una città combattuta da diverse vicende a centro dinamico, attivo ed assolutamente libero ed intraprendente.
Città marinara ma soprattutto portuale, con una produttività ai massimi livelli tanto da renderne il porto tra i più importanti del Mediterraneo.

Quel centro in apparenza sonnolento nasconde volontà, determinazione ed obiettivi ben precisi: un carattere forte, tipico ed ironico, coltiva interessi e si proietta con sicurezza tra le principali città della Toscana.

Un impianto urbanistico arioso e moderno con un cuore antico che testimonia la storia mentre l’architettura conserva il passaggio di culture diverse e si sussegue in un corollario di palazzi, chiese, fortezze, ponti e quartieri.

I musei d’arte come il Museo Civico, Archeologico, Risorgimentale e Provinciale di storia naturale, le ville e biblioteche raccolgono e custodiscono gelosamente patrimoni di varie epoche. E poi i tradizionali canali che si intrecciano intorno al Fosso Reale, nel quartiere che non poteva che chiamarsi Venezia. Le piazze, i mercati, le tradizionali e caratteristiche borgate offrono motivi di interesse unici per i visitatori. Non si può dimenticare la presenza autorevole dell’Accademia navale, istituita nel 1881 dall’ammiraglio Brin con la fusione delle già esistenti ed operanti scuole navali sarda e napoletana, dai cui selettivi corsi ancor oggi escono i quadri della Marina Militare italiana.

Nei pressi dell’Accademia si distende la Livorno balneare con i suoi villini in stile liberty disseminati lungo la costa ed ancora il centro dell’Ardenza e Antignano sino all’altro famoso luogo di vacanza: Castiglioncello. Dal mare all’entroterra salendo sino a raggiungere il famoso santuario di Montenero.

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